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Vince. - Il blog di Vincenzo Giannella.Il sapere e l'informazione arricchiscono il nostro forziere, il cervello, unica arma che non ci sarà mai rubata. Vincenzo Giannella.
April 15 Ricordi...Da un po'
non lascio il pensier posarsi sull'isol del fiorirsi. Mattin di primavera, quanto sento il frastuono dello ieri. Par condizioni, un mio respiro, del suo narciso. Sento e non ascolto la villa di suoni che l' mio sento, curioso mi manda. Guardo e non vedo, se non petali d'autunno, passaggi d'unno, mondo in sunto. Non più 'n gioco, gioco la mia mente in impegni di cuore, in fermate d'ore. Me ne andrò tra la folla, come uno dei tanti, ne rimarrà una foglia. Vince. Da un po' non lascio che il mio pensiero si adagi su di te, che sei un'isola di ricordi (fiori colorati), separata da altre terre. In un mattino di primavera, che di consueto è calmo e silenzioso, i ricordi (lo ieri) fanno confusione. Il mio respiro era alla pari con te narciso (il fiore), ed era a volte storidito. Narciso: "Il suo nome deriva dalla parola greca narkào (= stordisco)" (da Wikipedia). Sono alienato da ciò che mi sta intorno, vari ("villa") suoni che il mio orecchio (il "sento") curioso mi manda io non li sento ("sento e non ascolto"). Guardo, ma non vedo davvero ciò che mi sta di fronte, ciò che vedo sono forse petali d'un autunno che se n'è andato, ma nemmeno quelli, come al passaggio di Attila ("passaggio d'Unno) di cui si dice "dove passa lui, non cresce più l'erba". Il mondo è stato tutto lì/era il mio mondo quello. Siccome non sono più in gioco in quei contesti, gioco con la mente, immagino i romantici impegni che il cuore prende. Me ne andrò senza che nessuno se ne accorga (tra la folla), e forse di me e dei miei ricordi resterà a malapena una foglia ingiallita (autunnale). Vince. March 13 Parsifal (25/14/2009)Parsifal.
Perché,
odo Parsifal lacrimo e rivivo te. Ragazza non fiore, ché 'l mio cavallo respira 'l tuo vento prima d'uno stanco rusciante.. Da te non vivo più il doman d'ieri, al suon d'un ricordo adagio la realtà. Par ancora, Sì la solitudine d'un prode, fal a lui fatto. In piedi, sul cune d'erba speriamo il cielo. Preghiam quel velo. Chi cavaliere senza amor ad onor. Paga, con d'or moneta la sua onestà. A prender rèCuo non rapisce, Cesare di nobiltà. Vince. Luna (11/1/2009)Luna.
Come,
Luna, tu senza Lei.. Come, Luna, tu a brilli in marciapiedi bagni.. Una lacrima d'uomo Luna, lavori il ciel, addobbar la notte a ralle-grirla. Perché Luna, sol tu ascolti, un vento di malinconia, una nota di follia. Notta luce, ad assentarti avesti La Sera, sì che mai venne. Sol del notte, da qui via trainimi.. Te rose e amori, in me per te. Finestra del ciel, entràmi'n te! Non sole io attento, sol'un po' te càlor suo, da riflesso. Cuscin del mio pensiero, com'assomigli... mio desidéro. Destr'occhio del cielo, vedi per me un poggiabil pietro? Oh.. fame Luna, del mio mondo dal tuo visto, in lassù. Di te e del tuo mondo Luna, pasciami andar tornar.. Vince. February 09 La minima, la massima e L'esistenza.La minima, la massima. Ognuno è nessuno, se non gli permetti di essere qualcuno, Sei qualcuno, se ti permetti di non essere nessuno per qualcuno. Sei Qualcuno quando permetti agli altri non di essere qualcuno, Vince.
L'esistenza. In cui non credo. In cui credo. Desiderandolo lo si cerca, Un timido sibilo, Vince. January 13 Fuoco |
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Se volete morire dalle risate date un'occhiata...
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Queste sono le canzoni che sento in questo momento, forse scoperte da poco, forse che mi ispirano... ma che comunque consiglio a tutti i miei cari lettori ; )
Benvenuto o bentornato nel mio Spaces! Lascia l'impronta del tua passaggio...
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